Federazione Speleologica Campana



La speleologia in Campania oltre il gruppo del CAI Napoli.



    Le organizzazioni speleologiche operanti in Campania agli inizi degli anni ’80, come già detto, sono il Gruppo del CAI Napoli ed il Circolo Speleologico “Giovanni Rama” di Bagnoli Irpino, quest’ultimo derivante dalla primordiale sezione locale del CSM retta dallo stesso Rama, e che sotto la regia di Angelo Chieffo e poi Raffaele Basile , continua la sua attività sull’area del Cervialto.
    A partire dalla seconda metà degli anni ’80, invece, il quadro dei gruppi speleologi della Campania si differenzia e in pratica termina il monopolio del CAI Napoli che comunque continua ad operare ad alti livelli, grazie anche all’apporto di nuove leve che frequentano i corsi di speleologia regolarmente organizzati dal gruppo. Con alterne vicende l’attività del gruppo continua con l’arrivo nei primi anni ’90 di Fabio Iovino , Antonello Lala , Enrico Fondacaro , Giovanni D’Andrea, Berardino Bocchino , Francesco Maurano , Francesco Allocca, Sossio Del Prete , e successivamente Danilo Fondacaro , Tommaso Mitrano , Maria Elena Smaldone, Cristina Cicero, Angela Vecchione, Orazio Di Francia. In questo periodo continua l’attività sugli Alburni con il rilievo delle condotte forzate e la risalita sul lago terminale della Grotta di Castelcivita, viene  visitato il fondo della Grotta di Polla, dove, dopo una difficile risalita a causa grandi quantità di fango, vengono esplorati nuovi tratti.
    Dal 2000 entrano nel gruppo Rossella Tedesco , Claudia e Luca Cozzolino, Michele Severino, Norma Damiano, Angelo Paone, Marco Ruocco, Maria Grazia Soldovieri che danno un grosso apporto al lavoro di sistemazione del catasto regionale e partecipano alle recenti esplorazioni nell’area del Bussento, dove, insieme al Gruppo Speleologico CAI Salerno, vengono rivisitati i fondi di tutti i principali inghiottitoi e viene superato il vecchio fondo dell’Inghiottitoio Orsivacca  con il ritrovamento di nuove condotte e numerosi laghetti, fino al nuovo sifone terminale (giugno 2005). Infine il 2004 vede la rinascita della Sezione Speleosubacquea del Gruppo Speleologico CAI Napoli grazie ai soci Mario Mantio e Giuliana Ferreri.
    Nel 1985 a San Potito Sannitico (CE) nasce autonomamente il Gruppo Speleologico del Matese ad iniziativa di Sisto Bisceglia, Salvatore Capasso , Luciano Santagata , Pasquale Santillo, Nicolino Lombardi, che si affiancano alle ricerche degli speleologi romani. Negli anni ’90 il gruppo matesino effettua i primi corsi e si rafforza con Giuseppe Caso , Giuseppe Civitillo , Gianluca Cusano , Ivan Martino , Antonio Orsini , Natalino e Luigi Russo che proseguiranno l’opera insieme a Leonardo Colavita , Paolo Gioia , Sergio D’Alessandro, Piero Palazzo e altri. Questi ultimi nel 1995 fondano l’associazione Speleologi Molisani, anch’essa operante in Matese e tutt’ora molto attiva.
    In vent’anni di attività il Gruppo Speleologico del Matese esplora numerose cavità in area matesina e nel Monte Maggiore, intraprendendo una lenta e meticolosa opera di studio sia di grotte già note sia di nuove cavità. Sotto la spinta propulsiva di soci come Bisceglia e Capasso, il gruppo affianca i colleghi romani nell’esplorazione dei grandi abissi Pozzo della Neve e Cul di Bove. È intensa anche l’attività di organizzazione in Matese di grossi campi estivi, che vedono la partecipazione di speleologi da ogni parte d’Italia e dall’estero. I campi più importanti si svolgono nel 1994, 1995 e 1999: vengono esplorati nuovi rami dei grandi abissi del Matese e iniziata la pulizia di Pozzo della Neve.
    Nel 1992 il Gruppo Speleologico del Matese, insieme all’associazione Speleologi Romani, effettua la prima discesa della Còmola Piccola di Castel Morrone, tra le principali doline di crollo della Campania.
    Nel 1988, ad opera di Ennio Capone, Donato Di Matteo, Giovanni Galdieri e Aldo Tisi, viene organizzato il primo corso di speleologia presso il CAI Salerno, diretto da Italo Giulivo , e si forma un nucleo di speleologi, tra i quali Sergio Genco, Sandro Mancino e Nicola Negri, che poi l’anno seguente fondano il Gruppo Speleologico al quale si aggregano negli anni immediatamente seguenti Raffaella D’Angelo, Aristide Fiore , Antonia Landi, Davide Napoli , Elia Sciumanò, Vincenzo Sessa , Assunta Trapanese , Gerardo Aliberti, Antonio Gaeta e altri. Il gruppo salernitano esplora e conduce ricerche sulla Grotta dello Scalandrone (M. Accellica), tra le principali manifestazioni carsiche dei Monti Picentini. Dalla sua fondazione, il gruppo continua l’impegno didattico, organizzando annualmente corsi di introduzione alla speleologia, anche in collaborazione con altri gruppi campani. Sempre nel campo della didattica, gli speleologi salernitani coinvolgono scolaresche e gruppi scout in visite guidate, conferenze e proiezioni di diapositive a tema speleologico. Numerosi soci del gruppo entrano a far parte della squadra campana del CNSAS, rivestendo anche incarichi organizzativi.
    Nel 1995 Italo Giulivo e Antonio Santo , forti dell’esperienza maturata a Napoli, fondano la sezione CAI di Avellino con il relativo gruppo speleologico, al quale afferiscono Massimo Colombo , Leopoldo Erricolo, Gerardo Gaeta , Vitaliano Lametta, Ermanno Marino, Franco Testa, Antonio Capobianco, Pino Paladino, Ettore Volpe.
    Nel 1997 Francesco Allocca, Berardino Bocchino , Sossio Del Prete , Francesco Maurano e Dimitra Metsi fuoriusciti dal CAI Napoli , fondano a Summonte (AV) il Gruppo Speleologico Natura Esplora. Il gruppo inizia ad effettuare i primi corsi sin dal 1999 e nel tempo si rafforza prima con l’arrivo di Adele Colamarco , Rossana D’Arienzo, Marianna De Stefano, Carlo Meloro e Stefania Senger , poi con Alessandra Lanzetta , Michele Manco , Fabrizio Polino, Adelmo Senese, Carlos Solito , solo per citare i più assidui. Sin dal principio l’attività del gruppo riguarda sia le grotte naturali che quelle artificiali contribuendo alla scoperta ed esplorazione di nuovi ipogei naturali sul Partenio (Passaggio sotto Acqua delle Vene), nei monti del casertano (Antro di Matalo) e nel settore sud orientale dei Picentini (Grotta della Profunnata, di Zio Velone, di Lucinella e altre ancora in fase di esplorazione), nonché di diverse cavità artificiali in vari comuni della Campania tra cui un dettagliato studio monografico sul sito minerario di Cusano Mutri sui Monti del Matese. Intensa in questi anni è anche la partecipazione a campi esplorativi soprattutto sul massiccio degli Alburni in collaborazione con altri gruppi speleologici campani e  italiani.
   
Questi stessi gruppi, il 27 settembre 1998, in Salerno, nel corso di una storica assemblea presieduta da Italo Giulivo , approvano lo statuto e si uniscono nella Federazione Speleologica Campana (FSC), eleggendo Natalino Russo presidente, Alfonso Piciocchi presidente onorario, Francesco Maurano segretario, Umberto Del Vecchio tesoriere. Del resto le radici della federazione affondano nel passato, fino al 20 giugno 1972, allorquando il sodalizio era stato per la prima volta costituito dal Gruppo Speleologico del CAI di Napoli, dal Gruppo Speleologico Salernitano, dal Gruppo Speleologico di Cerreto Sannita e dal Centro Speleologico Meridionale.
    Scopo del sodalizio era ed è tuttora la salvaguardia del patrimonio speleologico della Campania, la conservazione, l’aggiornamento e la gestione del catasto delle cavità, la promozione dell’attività speleologica attraverso corsi e altre attività didattiche e culturali, la collaborazione con gli enti pubblici.
    La FSC, oltre all’attività speleologica in senso stretto, svolge anche attività divulgativa e di sensibilizzazione. In particolare, nell’ottobre 2002 organizza nel territorio degli Alburni le “Giornate Nazionali della Speleologia - L’acqua che berremo” promosse dalla SSI, dal CAI e dal CNSAS, tenendo lezioni nelle scuole medie inferiori e visite guidate in grotta, oltre all’esposizione di poster didattico-divulgativi e all’organizzazione di proiezioni di filmati e diapositive su speleologia, biospeleologia e idrogeologia dei massicci carsici. Nel 2003 e nel 2006 la FSC partecipa alla manifestazione promossa dall’Assessorato all’Ambiente della Regione Campania dal titolo “Parchi in Mostra” svoltasi presso la Mostra d’Oltremare a Napoli.